“Il fresco profumo di libertà si contrappone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.”
Paolo Borsellino
Queste parole non appartengono solo alla storia della lotta alla mafia. Sono un monito per chiunque scelga di impegnarsi ogni giorno al servizio della comunità.
Anche nel mondo del volontariato, purtroppo, non sempre il profumo della libertà viene accolto con favore. C’è chi preferisce il compromesso, chi sceglie il silenzio, chi evita di esporsi pur di non mettere in discussione equilibri consolidati. E così, invece di difendere i valori dell’impegno civico, finisce per diventare complice di un sistema che il volontariato autentico non lo valorizza, ma lo ostacola.
L’ostruzionismo assume tante forme. Non sempre è fatto di attacchi diretti. A volte si manifesta con rinvii, esclusioni, silenzi, ostacoli burocratici, decisioni prese per frenare le idee nuove e impedire che il cambiamento prenda forma. L’obiettivo è sempre lo stesso: evitare il progresso e impedire ai giovani di crescere, di assumersi responsabilità e di portare innovazione.
Eppure sono proprio quei giovani che, con coraggio, ci mettono la faccia. Sono loro che dedicano tempo, energie e competenze senza chiedere nulla in cambio. Meritano di trovare persone capaci di accompagnarli, non di scoraggiarli; di sostenerli, non di ostacolarli.
Chi ricopre ruoli di responsabilità nel volontariato ha il dovere di trasmettere umiltà, trasparenza, coerenza e senso del servizio. Deve accompagnare le nuove generazioni nel loro percorso di crescita, non difendere posizioni personali o logiche di appartenenza.Quando questo non accade, il danno non è solo per chi viene ostacolato. È un danno per tutto il volontariato, che perde credibilità, energie e opportunità di rinnovarsi.
Il cambiamento può fare paura, ma è l’unica strada per costruire organizzazioni più forti, più aperte e più vicine ai bisogni delle comunità. Chi ama davvero il volontariato non teme il confronto, non ostacola le idee e non mette muri davanti ai giovani. Li ascolta, li guida e li incoraggia.
Perché il futuro del volontariato non si costruisce con il compromesso, ma con il coraggio della libertà, della trasparenza e della coerenza. Solo così il suo profumo continuerà a essere più forte di qualsiasi odore di rassegnazione o di complicità.