Dalle relazioni nasce il cambiamento: il bisogno di incontrarsi, ascoltarsi e costruire insieme
Ci sono telefonate che, anche se brevi, riescono a lasciare un segno perché riportano al centro ciò che spesso rischiamo di perdere: la relazione umana.
Nei giorni scorsi ho avuto il piacere di una breve conversazione telefonica con Padre Daniele Moschetti, missionario comboniano e figura di riferimento dell’Associazione Black & White ETS di Castel Volturno, realtà che da anni opera sul territorio promuovendo inclusione sociale, accoglienza, educazione e percorsi di solidarietà. Una telefonata nata anche in occasione del passaggio di consegne verso il nuovo presidente dell’associazione, ma che si è trasformata soprattutto in un momento di confronto su un tema che riguarda non solo la Black and White, ma tutto il mondo del volontariato e dell’impegno sociale: il valore della comunità.
Padre Daniele lascia Castel Volturno per riprendere la sua missione in Sud Sudan, un ritorno al servizio missionario dopo gli anni trascorsi accanto alla comunità locale, accompagnando percorsi di integrazione, ascolto e prossimità attraverso l’esperienza della Black and White.
Nel corso della nostra conversazione abbiamo condiviso una riflessione importante: oggi più che mai c’è bisogno di comunità. Non soltanto di reti virtuali, di gruppi sui social o di comunicazioni affidate agli strumenti digitali, ma di incontri reali, di persone che si ritrovano, si ascoltano e costruiscono insieme. La tecnologia rappresenta sicuramente uno strumento utile, capace di facilitare i rapporti e rendere più veloci le comunicazioni, ma non può sostituire il valore della presenza. Una comunità nasce dalla relazione, dal tempo dedicato agli altri, dalla capacità di guardarsi negli occhi e affrontare insieme problemi e sfide.
Il senso profondo della comunità sta proprio nella capacità di sentirsi parte di qualcosa che va oltre il singolo individuo. Significa prendersi cura degli altri, riconoscere nelle differenze una ricchezza, creare legami capaci di generare fiducia e speranza. Una comunità autentica non è un luogo dove tutti la pensano allo stesso modo, ma uno spazio dove il confronto diventa occasione di crescita. È il luogo nel quale le persone possono mettere a disposizione competenze, esperienze e sensibilità diverse per costruire un bene comune. Questo è anche il valore dell’esperienza portata avanti dalla Black & White ETS a Castel Volturno: essere stata negli anni un punto di riferimento per tante persone, un luogo di incontro e di accoglienza, capace di promuovere percorsi educativi, integrazione e solidarietà. In territori complessi, dove spesso emergono fragilità sociali, isolamento e difficoltà, costruire comunità significa restituire dignità alle persone e creare opportunità. Significa dimostrare concretamente che il cambiamento non nasce dall’azione di pochi, ma dalla partecipazione e dalla responsabilità condivisa.
Il confronto con Padre Daniele ha rafforzato una convinzione: il volontariato e il Terzo settore possono essere realmente protagonisti del cambiamento solo se riescono a mantenere viva la dimensione umana delle relazioni. Perché un’associazione non è fatta solo di progetti, attività e risultati. Un’associazione è fatta soprattutto di persone, di storie, di incontri e di legami.
A raccogliere il testimone sarà Padre Filippo Ivardi Ganapini, missionario comboniano già impegnato da alcuni anni nella comunità di Castel Volturno. Il suo servizio pastorale è profondamente legato all’accoglienza, all’integrazione dei migranti e alla promozione di percorsi educativi e sociali, condividendo con la comunità comboniana la missione di costruire ponti di fraternità in un territorio complesso ma ricco di umanità. Il suo impegno è rivolto in particolare alla crescita della comunità, al dialogo interculturale e alla realizzazione di progetti che mettano al centro la dignità della persona, in piena continuità con il cammino della Black & White e della missione comboniana a Castel Volturno
Nel salutare Padre Daniele, rivolgo un sincero ringraziamento per il servizio svolto e per la testimonianza lasciata in questi anni. Il suo cammino continua in una nuova missione, ma il segno del suo impegno rimane nella comunità che ha accompagnato. Allo stesso tempo rivolgo un caloroso benvenuto a Padre Filippo, nuovo presidente della Black & White ETS, chiamato a raccogliere una importante eredità fatta di valori, esperienza e impegno quotidiano. A lui va l’augurio di continuare questo percorso con lo stesso spirito di apertura, ascolto e partecipazione, mantenendo viva quella dimensione comunitaria che rappresenta la vera forza di ogni realtà sociale. Perché il futuro delle associazioni passa dalla capacità di incontrarsi, confrontarsi e camminare insieme. E ogni comunità cresce quando le persone scelgono di esserci.