Il coraggio di fare: nel volontariato anche gli errori diventano crescita

Nel volontariato mostriamo sempre il lato perfetto e “instagrammabile”, ma c’è un elefante nella stanza di cui non parla mai nessuno: la paura di sbagliare. Perché il vero fallimento nel sociale non è fare un passo falso, ma farsi bloccare dall’ansia di prestazione. Riscopriamo il diritto di sperimentare (e di fare pasticci).

Diciamoci la verità: quando raccontiamo il volontariato, mostriamo sempre il lato più “instagrammabile”. Pubblichiamo le foto dei progetti che funzionano, i sorrisi dei ragazzi, i traguardi raggiunti e i tagli dei nastri. È normale, ci fa sentire bene e mostra l’impatto del nostro lavoro.
Però c’è un elefante nella stanza di cui non parla mai nessuno nei post ufficiali: la paura di fare una figuraccia. Il terrore, paralizzante, di sbagliare.
La narrazione del volontariato oggi soffre di un’ansia da prestazione che rischia di bloccarci. Ci comportiamo come se ogni iniziativa dovesse essere perfetta fin dal primo giorno, dimenticando che le comunità non sono aziende e l’impegno sociale non è una catena di montaggio.

Chiunque gestisca un’associazione o passi i pomeriggi sul campo sa che le cose non vanno quasi mai come sulla carta. Ci sono: Le sere in cui torni a casa con il morale a terra perché l’attività è andata deserta. I progetti che si scontrano con la burocrazia o con l’indifferenza. Le decisioni sbagliate prese per stanchezza. I tentativi falliti che avresti solo voglia di dimenticare.
Per paura di non essere all’altezza, di essere giudicati o di non ottenere il risultato perfetto, finiamo spesso per rimandare. Aspettiamo le “condizioni ideali” che nel mondo reale significa non partire mai. Ci rifugiamo nell’immobilismo, preferendo restare fermi nella nostra zona di comfort piuttosto che affrontare l’incertezza del fare.
Ma una comunità non cresce restando alla finestra a guardare. E il volontariato perde la sua linfa vitale quando smette di sperimentare.

È solo sporcandosi le mani che scopriamo risorse che non sapevamo nemmeno di avere.
Sbagliare non significa aver fallito l’impegno. Significa che hai alzato il culo dalla sedia. Significa che hai preso in mano una responsabilità e hai provato a costruire qualcosa, anche senza avere tutte le risposte in tasca.
Ogni errore è, a tutti gli effetti, materiale didattico: Un’attività che va male ti insegna cosa non fare la prossima volta. Un’esperienza in cui non ti trovi ti aiuta a capire qual è davvero il tuo posto. Un progetto interrotto non è tempo perso, ma un cantiere aperto da cui far nascere qualcosa di più solido e consapevole.
Naturalmente, non basta fare danni e giustificarsi dicendo “vabbè, sto imparando”. Serve l’umiltà di fermarsi, ascoltare le critiche costruttive, chiedere scusa se serve e cambiare rotta. Non dobbiamo celebrare l’errore in sé, ma il coraggio di rimettersi in discussione.

Oggi il mondo del sociale ha un disperato bisogno di tre cose: Il diritto di fare pasticci: Dobbiamo dare ai giovani il permesso di sperimentare, senza l’ansia di dover essere subito performanti. Meno copie, più originalità: L’impegno non deve essere la fotocopia delle aspettative altrui. Ognuno porta quel che ha: le proprie passioni, le proprie competenze e, sì, anche le proprie fragilità. Ambienti accoglienti: Le associazioni devono essere luoghi in cui si coltivano talenti, non tribunali dove si giudicano i risultati.

In un momento storico in cui le difficoltà sembrano sempre più grandi delle possibilità, scegliere di esserci e dedicare un pezzo del proprio tempo agli altri è già una vittoria enorme. Forse il risultato non si vedrà subito, forse nessuno ci dirà grazie. Ma va bene così. Il vero fallimento non è provarci e andare a sbattere. Il vero fallimento è lasciare che la paura di sbagliare ci blocchi ancora prima di fare il primo passo. Il volontariato, in fondo, è proprio questo: avere il coraggio di camminare insieme, un passo alla volta, accettando anche di inciampare.

←

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *